Cassazione 9395/2025 – In caso di inadempimento dell’obbligo formativo il mediatore immobiliare non ha diritto alla provvigione
Per altro verso, nessuna delle deduzioni del ricorrente è utile a porre in dubbio il principio, al quale si deve dare continuità, secondo il quale il mediatore, sia quando agisca in modo autonomo -mediazione tipica-, sia su incarico delle parti -mediazione atipica- è tenuto a comportarsi secondo buona fede e correttezza e perciò a riferire alle parti le circostanze, conosciute o conoscibili secondo la diligenza qualificata ex art. 1175 cod. civ. propria della sua categoria, idonee a incidere sul buon esito dell’affare, senza che le eventuali più penetranti verifiche a ciò necessarie postulino il previo conferimento di specifico incarico. Però, il diritto del mediatore a trattenere la provvigione è stato escluso dalla sentenza impugnata non per il fatto che non fosse stato concluso un contratto che, in quanto tale, giustificasse il riconoscimento della provvigione; il diritto è stato escluso per il fatto che la mancata conclusione del contratto definitivo, e perciò il mancato buon fine dell’affare avente a oggetto l’acquisto della proprietà dell’immobile da parte delle promissarie acquirenti, è stato causato anche dell’inadempimento del mediatore al suo obbligo di informazione.
Cassazione 9319/2025 – Notifica per pubblici proclami
Secondo il costante orientamento della giurisprudenza di questa Corte, in tema di notificazioni per pubblici proclami, la mancata specificazione delle generalità dei destinatari comporta l’inesistenza dell’atto, e della relativa vocatio in ius, tutte le volte in cui tale tipo di notificazione sia reso
necessario da difficoltà dovute all’elevato numero dei destinatari, sicché è onere del notificante procedere alla specifica individuazione di ciascuno di essi; laddove, invece, la notifica per pubblici proclami sia conseguente a difficoltà nella identificazione stessa di tutti i possibili destinatari, e ciò
risulti dal provvedimento di autorizzazione a tale tipo di notifica emanato dalla competente autorità giudiziaria, la notifica per pubblici proclami è valida (Cass. n. 5173/1994; Cass. n. 6507/1998; Cass. n. 121/2005).
Cassazione 8972/2025 – Quando una sentenza del Giudice di Pace è appellabile davanti al Tribunale
Pertanto, ove l’attore abbia formulato dinanzi al giudice di pace una domanda di condanna al pagamento di una somma di denaro inferiore
a millecento euro (e cioè al limite dei giudizi di equità c.d. “necessaria”, ai sensi dell’art. 113, comma secondo, cod. proc. civ.), accompagnandola però con la richiesta della diversa ed eventualmente maggior somma che “sarà ritenuta di giustizia”, la causa deve ritenersi – in difetto di tempestiva contestazione ai sensi dell’art. 14 cod. proc. civ. di valore indeterminato, e la sentenza che la conclude sarà appellabile senza i limiti prescritti dall’art. 339 cod. proc. civ
Cassazione 10243/2025 – Sovraindebitamento e soggetto legittimato nel reclamo contro lo stato passivo
Nel giudizio di reclamo proposto dal credito alla formazione dello stato passivo ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 14 octies,
10, comma 6, 1.3/2012 e 737 e segg. c.p.c., il liquidatore del patrimonio è legittimato a resistere nell’interesse della massa dei creditori